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La storia del "Bolide rosso"
05-11-2011, 19:06
Messaggio: #1
La storia del "Bolide rosso"
La mia storia "automobilistica" inizia alla fine del 1989, con il conseguimento della patente. Ma già da molto tempo prima ero appassionato di automobili, e non poteva essere diversamente avendo un padre direttore amministrativo di una concessionaria Fiat, attualmente in pensione. Presenziavo infatti in concessionaria allo scarico dalle bisarche dei nuovi modelli Fiat, pronti per la presentazione al pubblico nei giorni successivi.

Essendo neopatentato, avevo chiesto a mio padre una A112, perchè non volevo che spendesse troppi soldi. Ma un suo collega di lavoro gli rese noto che i suoi zii avevano messo in vendita una Y10 rossa di tre anni e mezzo. Andammo a vederla, la macchina era perfetta, staccammo l'assegno e la portammo a casa immediatamente.

Sono pertanto il secondo proprietario di questa Autobianchi Y10 fire LX di colore rosso corsa (cod. 854/F), con targa originale FE 395820 immatricolata il 16 gennaio 1987 e certamente uscita dalle linee di montaggio nel corso del 1986. La vettura era usata dalla moglie del primo proprietario, l’ing. Giovanni Govoni, il quale aveva la possibilità di tenerla ricoverata al coperto. Direttamente acquistata dall’ingegnere nel luglio 1990 per otto milioni di lire, l’ho ricevuta in condizioni perfette e con circa 21.000 km percorsi. Successivamente, in collaborazione col C.T. Dolino, confrontando i numeri di telaio delle altre Y10 immatricolate nel gennaio 87 abbiamo scoperto che il mio esemplare ha 10.000 numeri di telaio in meno, e se sommiamo il fatto che il primo proprietario era socio della società concessionaria venditrice, ne esce un quadro molto interessante: la vettura è stata acquistata con il 25% di sconto d'uso per le macchine da vetrina, ha sicuramente girato con targa di prova con i clienti per un buon paio di mesi prima che l'ingegnere, che se l'era probabilmente "prenotata", se l'intestasse in quel gennaio 1987.

Non disponendo la mia famiglia di un garage, dal 1990 al 1998 l’auto è stata parcheggiata in strada, fatto che le ha procurato un lento ma costante scostamento dalle condizioni originali. Le coppe in plastica infatti furono fatte oggetto di furto nonché frequentemente perse, il che mi indusse a montare cerchi in lega che però erano quelli diamantati della seconda serie, in quanto quelli verniciati della prima serie erano già indisponibili come ricambi e altrimenti difficilmente rinvenibili; un’infiltrazione d’acqua dal parabrezza rese necessario sostituire la guarnizione, il cui ricambio si rivelò anch’esso introvabile, e fu causa della perdita delle cornici cromate al fine di montare una guarnizione in gomma piena della seconda serie, e per equilibrio fu deciso di togliere anche quella al lunotto; la targhetta posteriore perse la scritta “Y10 fire LX” e fui costretto a montare provvisoriamente una targhetta “Y10 fire LX i.e.”; un vandalo rovinò la verniciatura, che comunque causa esposizione continua alla luce stava cambiando tonalità.

Nel 1998 fu acquistato un garage per poterla ricoverare, e disponendo di un posto coperto e protetto si decise di riverniciarla nel colore originale, riverniciatura la cui spesa fu coperta dall’assicurazione previa denuncia al Comando dei Carabinieri di Ferrara dei danni procurati dal vandalo, rimasto sempre ignoto. Non conoscendo quale sarebbe stata la sorte della vettura, che corse un serio pericolo di essere sostituita da una Fiat Punto Sporting o da una Mercedes Classe A, non si pensò di scattare delle fotografie durante i lavori di riverniciatura, poiché mai si sarebbe pensato che sarebbe divenuta di interesse storico-collezionistico. Rinnovata nella verniciatura, in quel del 1998 la vettura aveva però raggiunto il suo massimo punto di difformità dalla completa originalità.

La recente passione per le auto storiche in particolare mi ha indotto a mantenere la vettura e a riportarla all’originalità, sanando le diverse difformità: 4 anni fa mi sono aggiudicato sul sito di aste online E-Bay la giusta targhetta originale del modello, applicata poi al suo posto sul portellone; una Y10 da demolire ha donato gli splendidi cerchi in lega che la casa forniva in optional alle Y10 della prima serie; una segnalazione di un amico forumista mi ha permesso di trovare e montare uno degli ultimi set di cornici originali per il parabrezza e per il lunotto. Gli interni sono conservati nel loro originale tessuto optical grigio-nero con pannellerie in alcantara. Circa la meccanica, l’unica nota di rilievo ha riguardato la pompa dell’acqua che cominciava a dare segni di cedimento e sostituita al km 64.455 così come annotato dal meccanico sulla pompa stessa, annotazione ora cancellata con l'acetone per esigenze di omologazione.

Finalmente esattamente come quando uscì dalle linee di montaggio, dopo quasi 23 anni di vita e 74.911 km percorsi, si presentò con successo a Cremona il 17 aprile 2010 alla Commissione ASI per l'esame di omologazione. Ha inoltre ricevuto l'onore di essere apparsa sul numero di novembre 2010 di Automobilismo d'Epoca a rappresentare tutte le fire in un servizio-dossier sul modello Y10. E mentre vi scrivo, si riposa nel suo garage con 78.864 km sulle ruote.

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ducaeste

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