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la storia della mia A112
31-05-2012, 14:06
Messaggio: #31
RE: la storia della mia A112
(31-05-2012 11:05)rudibubu Ha scritto:  
(30-05-2012 13:43)Matteo Ha scritto:  Ma intendi il carterino che c'è tra le trombe e l'alternatore?
Quello mi pare ci sia fino alla quinta serie compresa (sicuramente NON su sesta e settima).
Se è quello, forse, in qualche meandro del box ce l'ho!

Icon_eek certo, intendo proprio quello!!! Icon_doh2

ma trovarli è praticamente un' utopia Icon_doh2
Se percaso Icon_idea2, improvvisamente o inavvertitamente Icon_idea2, dal box ti facesse capolino Fmp0077 sto benedetto carter, ricordati di sto povero cristo Icon_cry che si farebbe crocifiggere nella pubblica piazza Icon_lol pur di entrar in possesso di cotanta rarità Icon_spocht2

Magari, più che mostrar le proprie vergogne meglio dar fondo al conto corrente!!!!!!!! Icon_lol

Stasera controllo!!!
Se vuoi mandarmi in PM i tuoi riferimenti (mail o telefono), se lo trovo ti mando una foto così verifichi che sia quello che cerchi!
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13-04-2013, 20:27
Messaggio: #32
RE: la storia della mia A112
(31-05-2012 14:06)Matteo Ha scritto:  
(31-05-2012 11:05)rudibubu Ha scritto:  
(30-05-2012 13:43)Matteo Ha scritto:  Ma intendi il carterino che c'è tra le trombe e l'alternatore?
Quello mi pare ci sia fino alla quinta serie compresa (sicuramente NON su sesta e settima).
Se è quello, forse, in qualche meandro del box ce l'ho!

Icon_eek certo, intendo proprio quello!!! Icon_doh2

ma trovarli è praticamente un' utopia Icon_doh2
Se percaso Icon_idea2, improvvisamente o inavvertitamente Icon_idea2, dal box ti facesse capolino Fmp0077 sto benedetto carter, ricordati di sto povero cristo Icon_cry che si farebbe crocifiggere nella pubblica piazza Icon_lol pur di entrar in possesso di cotanta rarità Icon_spocht2

Magari, più che mostrar le proprie vergogne meglio dar fondo al conto corrente!!!!!!!! Icon_lol

Stasera controllo!!!
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è veramente bellissima ed originale come mamma autobianchi la fatta
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04-06-2014, 12:22
Messaggio: #33
RE: la storia della mia A112
Il 2 Giugno mi è partita la curiosità di saperne un po' di più sulla storia della mia benedetta Tina.
Controllo gli indirizzi scritti nel vecchio libretto, e mi rendo conto che trovare il proprietario era alquanto difficile (classe 1919).
Non contento confido nella possibilità che ci sia qualche figlio o nipote che possa ricordarsi qualcosa e che non si siano trasferiti chissà dove!!!
Perciò prendo Tina e con un bel viaggetto la riporto nei luoghi dove scorrazzava nella sua giovinezza: destinazione Dolomiti bellunesi!!! Durante il viaggio becco pure un temporale non previsto, ma sembra che la determinazione di Tina sia più grande della mia. Mi parve che aveva più grinta del solito!!!
Arrivo nei pressi della destinazione e mi accorgo che il comune ha fatto qualche variazione nei nomi delle vie e la nuova strada che fa da statale ha creato confusione al navigatore. Mi fermo e chiedo... Guarda caso il signore aveva anche lui una A112 nella sua giovinezza e perciò mi racconta vita, morte e miracoli della sua. Ma è la moglie di questo che si ricorda la casa dove abitava il proprietario della mia.
Ringrazio e sgommo via...
Arrivo nei pressi della casa, faccio manovra vicino al cancello e noto una signora intenta a lavorare nell' orto che alza lo sguardo e comincia a fissarmi: anzi no, fissava la A112!!!
Scendo ed inizio a dire che cercavo un' informazione... Non riesco a finire la frase... Ed ella... : E' L' AUTO DI MIO COGNATO QUESTA!!!
Bingo!!!
Nel frattempo arriva anche il nipote talmente stupefatto che resta a bocca aperta.
Iniziano con alcuni frammenti di loro ricordi... Ma voglio sapere di più!!!
Il proprietario mi confermano che è morto...
Ma la moglie ultra novantenne è viva ed abita ancora li insieme a loro!!!
Mi avvisano che le condizioni fisiche non sono delle migliori, ma comunque la vanno a scomodare...
Scende una signora anziana con evidenti tremori dovuti al Parkinson, ma la memoria è ancora ferrea.
Prima appoggia le braccia sul tettino della A112, inclina il capo verso le braccia e con voce rotta dalla commozione esclama: LA MACCHINA DEL MIO POVERO ANGELO!!!
Subito dopo mi abbraccia e scoppia in un pianto per l' emozione.
Moglie, cognata, e nipote allora cominciano a raccontarmi la storia dall' inizio... E mentre lo fanno la moglie del defunto proprietario mi prende la mano destra e la tiene tra le sue.
Ecco il sunto della storia:
Angelo prende la patente molto tardi, risiede a Milano con la moglie dove fa il portiere in uno stabile. Non utilizza una vettura, ma si affida ai mezzi pubblici. In estate torna sempre in vacanza nel suo paesino vicino Belluno e nel 78 fa acquistare dal cognato la A112 per essere indipendente quando è in ferie.
Nel 80 Angelo arriva alla pensione e decide di lasciare Milano e tornare a vivere nel paesello. Per l' orgoglio di possedere un' auto l' anno dopo fa il passaggio di proprietà ... Ma l' auto la usa ben poco, solo alla domenica per andare alla messa in paese, e la parcheggia prima della ripida salita che porta alla chiesa perchè ha paura che l' auto possa sforzarsi troppo.
Ogni mattina va a fare la spesa, ma invece che adoperare l' auto preferisce la bicicletta... Caricare le borse nel baule avrebbe consumato la moquettes...
Abilmente riesce a scroccare sempre dei passaggi fino al paese dal cognato, e questa cosa mina un pò i rapporti tra le 2 famiglie.
Un giorno di agosto dopo le mille sollecitudini presta la macchina ad una nipote venuta a far visita da Milano... Che guarda caso gli striscia la fiancata destra proprio davanti casa... Anche se Angelo è un uomo molto cattolico si lascia andare ad ogni tipo di imprecazione e bestemmia.
La fanno riparare, ma ora la morbosità per questa macchina è diventata ancor più grande: la spolvera, la accende ogni tanto, gli fa prendere aria nel cortile, ma non vuole andar fuori in strada...
Tutti i nipoti cominciano a spronarlo, ma sopratutto a sfotterlo per avere un' auto e non usarla...
Poco dopo, in seguito ad alcuni malori gli diagnosticano un tumore che non lascerà molto tempo da vivere.
Angelo pur di non lasciare l' auto ai suoi nipoti che tanto lo hanno preso in giro, e non avendo avuto figli, decide di far dispetto e dare l' auto alla concessionaria senza che la moglie stessa lo venga a sapere...
Angelo muore dopo 6 mesi, l' auto resta in concessionaria per diversi anni per la collezione privata del titolare, fino a quando anche egli ormai anziano decide di venderla... A me.

Durante tutta la storia, la moglie mi stringeva la mano, e potevo sentire l' enorme carico di emozione che le faceva aumentare il tremore già insito in lei dalla malattia.
Mi disse che era contenta che la A112 fosse andata ad un appassionato, che il marito stesso avrebbe avuto piacere nel constatare le condizioni perfette in cui l' ho tenuta...

È venuto il tempo di andare, un ultimo abbraccio e... Ritorno a casa con il cuore gonfio di commozione!!!

ELEGANT, perchè A112 non è solo ABARTH
MISSONI, perchè Y10 fà moda...
LX la sigla che contraddistingue le grandi Lancia
VILLE, per chi non vuole cambiare MAIIIIII
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04-06-2014, 12:53
Messaggio: #34
RE: la storia della mia A112
(04-06-2014 12:22)rudibubu Ha scritto:  Il 2 Giugno mi è partita la curiosità di saperne un po' di più sulla storia della mia benedetta Tina.
Controllo gli indirizzi scritti nel vecchio libretto, e mi rendo conto che trovare il proprietario era alquanto difficile (classe 1919).
Non contento confido nella possibilità che ci sia qualche figlio o nipote che possa ricordarsi qualcosa e che non si siano trasferiti chissà dove!!!
Perciò prendo Tina e con un bel viaggetto la riporto nei luoghi dove scorrazzava nella sua giovinezza: destinazione Dolomiti bellunesi!!! Durante il viaggio becco pure un temporale non previsto, ma sembra che la determinazione di Tina sia più grande della mia. Mi parve che aveva più grinta del solito!!!
Arrivo nei pressi della destinazione e mi accorgo che il comune ha fatto qualche variazione nei nomi delle vie e la nuova strada che fa da statale ha creato confusione al navigatore. Mi fermo e chiedo... Guarda caso il signore aveva anche lui una A112 nella sua giovinezza e perciò mi racconta vita, morte e miracoli della sua. Ma è la moglie di questo che si ricorda la casa dove abitava il proprietario della mia.
Ringrazio e sgommo via...
Arrivo nei pressi della casa, faccio manovra vicino al cancello e noto una signora intenta a lavorare nell' orto che alza lo sguardo e comincia a fissarmi: anzi no, fissava la A112!!!
Scendo ed inizio a dire che cercavo un' informazione... Non riesco a finire la frase... Ed ella... : E' L' AUTO DI MIO COGNATO QUESTA!!!
Bingo!!!
Nel frattempo arriva anche il nipote talmente stupefatto che resta a bocca aperta.
Iniziano con alcuni frammenti di loro ricordi... Ma voglio sapere di più!!!
Il proprietario mi confermano che è morto...
Ma la moglie ultra novantenne è viva ed abita ancora li insieme a loro!!!
Mi avvisano che le condizioni fisiche non sono delle migliori, ma comunque la vanno a scomodare...
Scende una signora anziana con evidenti tremori dovuti al Parkinson, ma la memoria è ancora ferrea.
Prima appoggia le braccia sul tettino della A112, inclina il capo verso le braccia e con voce rotta dalla commozione esclama: LA MACCHINA DEL MIO POVERO ANGELO!!!
Subito dopo mi abbraccia e scoppia in un pianto per l' emozione.
Moglie, cognata, e nipote allora cominciano a raccontarmi la storia dall' inizio... E mentre lo fanno la moglie del defunto proprietario mi prende la mano destra e la tiene tra le sue.
Ecco il sunto della storia:
Angelo prende la patente molto tardi, risiede a Milano con la moglie dove fa il portiere in uno stabile. Non utilizza una vettura, ma si affida ai mezzi pubblici. In estate torna sempre in vacanza nel suo paesino vicino Belluno e nel 78 fa acquistare dal cognato la A112 per essere indipendente quando è in ferie.
Nel 80 Angelo arriva alla pensione e decide di lasciare Milano e tornare a vivere nel paesello. Per l' orgoglio di possedere un' auto l' anno dopo fa il passaggio di proprietà ... Ma l' auto la usa ben poco, solo alla domenica per andare alla messa in paese, e la parcheggia prima della ripida salita che porta alla chiesa perchè ha paura che l' auto possa sforzarsi troppo.
Ogni mattina va a fare la spesa, ma invece che adoperare l' auto preferisce la bicicletta... Caricare le borse nel baule avrebbe consumato la moquettes...
Abilmente riesce a scroccare sempre dei passaggi fino al paese dal cognato, e questa cosa mina un pò i rapporti tra le 2 famiglie.
Un giorno di agosto dopo le mille sollecitudini presta la macchina ad una nipote venuta a far visita da Milano... Che guarda caso gli striscia la fiancata destra proprio davanti casa... Anche se Angelo è un uomo molto cattolico si lascia andare ad ogni tipo di imprecazione e bestemmia.
La fanno riparare, ma ora la morbosità per questa macchina è diventata ancor più grande: la spolvera, la accende ogni tanto, gli fa prendere aria nel cortile, ma non vuole andar fuori in strada...
Tutti i nipoti cominciano a spronarlo, ma sopratutto a sfotterlo per avere un' auto e non usarla...
Poco dopo, in seguito ad alcuni malori gli diagnosticano un tumore che non lascerà molto tempo da vivere.
Angelo pur di non lasciare l' auto ai suoi nipoti che tanto lo hanno preso in giro, e non avendo avuto figli, decide di far dispetto e dare l' auto alla concessionaria senza che la moglie stessa lo venga a sapere...
Angelo muore dopo 6 mesi, l' auto resta in concessionaria per diversi anni per la collezione privata del titolare, fino a quando anche egli ormai anziano decide di venderla... A me.

Durante tutta la storia, la moglie mi stringeva la mano, e potevo sentire l' enorme carico di emozione che le faceva aumentare il tremore già insito in lei dalla malattia.
Mi disse che era contenta che la A112 fosse andata ad un appassionato, che il marito stesso avrebbe avuto piacere nel constatare le condizioni perfette in cui l' ho tenuta...

È venuto il tempo di andare, un ultimo abbraccio e... Ritorno a casa con il cuore gonfio di commozione!!!

WOW CHE STORIA! bellissima Fmp0097 hai fatto la foto alla nonnina accanto alla A112 Icon_question
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04-06-2014, 13:59
Messaggio: #35
RE: la storia della mia A112
Rudy ti faccio i miei complimenti, sia per la tua tenacia, sia per la bella storia che, devo proprio dirtelo, è commovente.
Hai trascorso una bella giornata facendo stra-felice la "nonnina" che ha potuto rivangare tra i bei ricordi con il suo Angelo.
Passando a Tina... hai avuto un c..o da fantascienza! Ma a questo punto te lo sei meritato proprio tutto.
Bravo Rudy!
Un abbraccio
Maurizio

Maurizio
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04-06-2014, 19:08
Messaggio: #36
RE: la storia della mia A112
Grande Rudy, sono fantastiche queste iniziative che oltre a far bene al nostro spirito possono rendere felici gli altri, anche se per brevi momenti, portandoli a ricordare situazioni e episodi di una vita vissuta.

Rudy ogni tanto mi stupisci, sei unico Icon_spocht2

Il mio primo veicolo sportivo, la Bici Edoardo Bianchi da corsa del 1976.Icon_rotfl
autobianchi A112 elite del 1984 perche non solo la 500 ha il tetto panoramico Icon_hand
Alfa Romeo 33 1.7 QV del 1987 perche.....non so perche!!!!
autobianchi Y10 1.1 ie LX del 1992 la prima utilitaria di lusso
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04-06-2014, 20:57
Messaggio: #37
RE: la storia della mia A112
Mi unisco anch'io a farti i complimenti a chi mi ha proceduto a farteli.
Immagino una giornata piena di emozioni sia per te che alla famiglia e soprattutto alla moglie del primo proprietario.
La vera passione delle nostre auto d'antan non è solo quello di possederle e guidarle, ma anche quello di incontrare i primi proprietari, se possibile o gli eredi, che di sicuro apprezzeranno queste iniziative.
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05-06-2014, 09:14
Messaggio: #38
RE: la storia della mia A112
(04-06-2014 12:53)Laura Ha scritto:  WOW CHE STORIA! bellissima Fmp0097 hai fatto la foto alla nonnina accanto alla A112 Icon_question

No, la nonnina non voleva farsi fotografare, si vergognava, le ho proposto anche di farle fare un giretto per il paese, ma simpaticamente a detto che in quella macchina ci dovevo portare qualche giovanotta. ( la saggezza senile!!! Icon_lol )
In compenso il nipote ha scattato diverse foto alla macchina, le stamperà e le farà avere per ricordo alla nonnina.
(04-06-2014 13:59)Maurizio Ha scritto:  Passando a Tina... hai avuto un c..o da fantascienza!

Icon_spocht2 un giorno un uomo che stravedeva per il mio 12 mi disse che ho avuto più c..o che anima a trovare questo esemplare Icon_lol

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08-08-2019, 02:40
Messaggio: #39
la storia della mia A112
Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.
A un certo punto, chiese:"Stai scrivendo una storia su di noi?E per caso una storia su di me?"
La nonnna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote: "In effetti sto scrivendo di te.Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando.Mi piacerebbe che tu fossi come lei,quando sarai grande."
Il bimbo osservò la matita,incuriosito,e non vide niente di speciale.
"Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia"
"Tutto dal modo in cui guardi le cose.Ci sono 5 qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno sempre di te un uomo in pace col mondo.
Prima qualità:tu puoi fare grandi cose, ma non devi dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi.Questa mano noi la chiamiamo Dio, e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la Sua volontà.
Secondo qualità:di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo,e usare il temperino.Quaesto fa sì che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sarà più affilata.Pertanto, sappu sopportare un pò di dolore, perchè ciò ti renderà un apersona migliore.
Terza qualità:la matita ci permette sempre di usare una gomma per cancellare gli sbagli.Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.
Quarta qualità:Ciò che è davvero importante nella matita non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è allinterno.Dunque, fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.
Infine, la quinta qualità della matita:lascia sempre un segno.Ugualmente, sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce, e cerca di essere conscio di ogni singola azione."

Da"Come il fiume che scorre" di Paolo Coelho
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